Quegli abiti appesi nella penombra…

La sera prima…
Era la sera prima del grande giorno. Antonella mi aveva chiesto se potevo passare da lei per un caffè – voleva mostrarmi gli abiti.

GLI abiti, sì, certo. Antonella si sposava il giorno dopo, al mattino, e a scortarla fino all’altare ci sarebbero state le sue due figliolette.
Piccole e tenere come solo bambine ingenue possono esserlo.

Antonella sapeva che il giorno dopo sarebbe stato un macello fare una foto agli abiti con calma. Ed effettivamente passare da lei la sera prima, con tutti i preventivi che fermentavano e l’aria frizzante di tensione e felicità che aleggiava in casa…effettivamente aveva un suo perché.

La penombra della camera sugli abiti appesi in attesa del domani…mi ricorda quell’attesa, quell’aria così densa di aspettative e carica di emozioni.
Perché di sera, di notte, le cose hanno un altro sapore.

Il giorno dopo ci sarebbe stato il sole e Antonella sarebbe stata raggiante e anche un pochino timorosa e tesa. Ma quella sera, nella penombra della sua camera, quegli abiti appesi avevano un alone di romantico intorno.

Semplicemente

Guido

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